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COMUNICATO STAMPA

 

A Lanciano nasce una nuova associazione a tutela degli animali.

 

Frammentare il mondo animalista toglie forza a un movimento che dovrebbe avere un unico comune obiettivo e che, forse, non dovrebbe nemmeno esistere perché il rispetto e la tutela degli esseri viventi, umani e non, dovrebbe naturalmente essere parte della nostra coscienza individuale e collettiva. Proprio perché questa è la nostra convinzione abbiamo operato per un anno e mezzo all'interno di una grande associazione nazionale: la Lega per la Difesa del Cane. Senza alcun contributo economico ne' dell'associazione, ne' pubblico, abbiamo lavorato assiduamente ottenendo risultati concreti. 70 cani hanno trovato una casa. 30 femmine sono state sterilizzate con il nostro contributo e varie iniziative: applicazione gratuita dei microchip, feste per i cani, incontri formativi, cui molti lancianesi hanno partecipato, sono state da noi organizzate sul territorio in collaborazione con Comune e Servizio Sanitario Veterinario. A Lanciano non si era mai visto tanto impegno per la salvaguardia degli animali. Eppure a Lanciano operano da anni almeno altre due associazioni: ACIF che ha la gestione del canile comunale, e Animalisti Italiani il cui presidente  ha recentemente intrapreso la carriera politica. Evidentemente il rigore e l'impegno con il quale lavoriamo non è condiviso da queste altre ben finanziate e politicamente tutelate organizzazioni, perché a seguito di numerose e anonime segnalazioni che non capiamo, quindi, a che titolo e con che fondamento siano state fatte e accolte, in quanto provenienti da persone a noi sconosciute, la presidenza della Lega ha sospeso l'attività della sezione senza, per altro rendere nota la motivazione.

Ci batteremo per ottenere chiarimenti e per smascherare il sistema clientelare che alimenta la rivalità di alcune associazioni, ma vogliamo continuare ad essere attivi sul territorio dalla parte degli animali. Quindi ci siamo trovati nella necessità di dare vita a una nuova associazione che abbiamo chiamato quattrozampelanciano.it. Con la nuova associazione parteciperemo alla selezione per la gestione del canile comunale di Lanciano, da cui le pressioni di questi mesi ci volevano escludere, e continueremo il nostro lavoro per i Lancianesi: bipedi e quadrupedi. Ci aspettiamo il sostegno di tutti coloro che ci hanno apprezzato e aiutato fin'ora e di chi, come noi, crede che sui diritti non si possano fare compromessi.

Per contattarci, Corso Roma nr. 22 -  tel. 0872 714960 – 338 8859633.

 

Il Presidente

Adele Saltarella

 

 

COMUNICATI

Tutto ciò che ci è successo, o meglio tutto ciò che abbiamo subito, da chi, si sente migliore di noi. Come associazione siamo nati da poco, ma come animalisti siamo in giro da un po’ e per bloccarci, azzittirci e umiliarci ne hanno fatte tante. Riportiamo in questa finestra tutti gli articoli, le lettere, le accuse che ci sono state rivolte e, ovviamente le nostre risposte… buon divertimento!!!

Presidenza Nazionale

Via Catalani, 73

20131 Milano

Tel./Fax 02 26116502

Tel./Fax 02 2610198

info@legadelcane.org 

Sezione di Lanciano

C.so Roma, 22

66034 Lanciano (CH)

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Tel. 338 8859633

legadelcane.lanciano@libero.it

 

 

Al Sig. SINDACO

del COMUNE DI

LANCIANO

All’Assessorato alle Politiche Ambientali

Eugenio CAPORRELLA

del COMUNE DI

LANCIANO

Spett.le

“Agenzie di Stampa”

PESCARA

“Il Centro” Redazione Lanciano-Vasto

LANCIANO

“Il Tempo” Redazione Lanciano-Vasto

LANCIANO

“Il Giornale della Frentania”

LANCIANO

“lanciano.it”

LANCIANO

 

Lanciano, lì 9 settembre ’06.-

 Le dichiarazioni rese dall’Acif che abbiamo letto riassunte nell’articolo apparso sul sito Lanciano.it ci amareggiano ma non ci sorprendono. Il caso da noi segnalato, ultimo di una lunga serie, è quello di un cane che doveva essere ricoverato in canile perché cucciolo e gravemente malato, e perché per la sua custodia erano stati presentati tutti i documenti necessari (Vedasi allegato). L’ACIF mente sapendo di mentire quando afferma che mancava la “documentazione richiesta”. Ma le bugie hanno le gambe corte e il Signor Sindaco avrà modo di verificare che eravamo in possesso di tutta la necessaria documentazione regolarmente ottenuta dagli uffici competenti di Comune e USL quando abbiamo richiesto che il cagnolino venisse accolto.

Il rifiuto di accogliere il cucciolo è quindi totalmente ingiustificato e attuato in violazione della convenzione stipulata tra Acif e Comune.

Nella sua risposta non solo l’Acif ha, dunque, scelto di affermare il falso ma tenta, maldestramente, di spostare l’obbiettivo rispetto alla precisa denuncia da noi formulata. Per noi l’impegno a tutela dei randagi della nostra citta è serio e costante, è volto a garantire i diritti degli animali e a rendere più efficaci ed incisive le risorse disponibili, come Usl e uffici comunali possono documentare. Tutto questo attraverso un’intensa attività sul territorio che ha portato ad un altissimo numero di adozioni a iniziative pubbliche per l’applicazione del microchip gratuito, a sterilizzazioni delle femmine, a iniziative per sensibilizzare adulti e ragazzi a un corretto rapporto con gli animali, a raccolte di fondi. La “guerra tra poveri” che l’Acif vorrebbe scongiurare è invece, secondo noi, fomentata proprio da chi come loro non si presta a soccorrere cani in difficoltà che per mesi stazionano in prossimità del canile e lascia che muoiano 4 cuccioli, e da chi non accoglie uno dei due superstiti perchè la richiesta, autorizzata da Comune e USL, viene da un’altra associazione che non è gradita all’Acif. I poveri a cui fanno una guerra spietata le “volontarie” dell’Acif sono solo i cani. Questo comportamento oltre a dimostrare una discutibile sensibilità animalista denuncia una discutibile gestione di un servizio pubblico. A proposito di “volontarie” è bene che si sappia una volta per tutte che le fondatrici dell’Acif che, con una dedizione che nessuno discute, accudiscono i cani ricoverati a Villa Martelli, sono regolarmente assunte e percepiscono un regolare stipendio per l’opera che svolgono. Quanto alla vita associativa dell’Acif è noto a tutti gli iscritti che ha un andamento, quanto meno, familiare. Nel senso che non ci risulta che si svolgano le regolari riunioni dei soci e che quando pure le riunioni vengono convocate, magari per decretare il fallimento di una innovativa iniziativa come il lavaggio per cani fai-da-te Lillo Brillo e autorizzarne la privatizzazione a nome di una “volontaria” Acif, si opera un’attenta selezione dei partecipanti così che alcuni siano opportunamente “dimenticati”.

Ne’ ci stupisce la dichiarazione che vuole l’Acif in buoni rapporti con le sezioni di associazioni animaliste di “altre città”. Ma è per la nostra città che dobbiamo lavorare. Il rifiuto costante e pregiudiziale di qualunque collaborazione viene proprio dall’Acif che rifiuta di accogliere un cucciolo perché la richiesta, pur autorizzata da Comune e Usl, è stata inoltrata dalla sezione di Lanciano della Lega per la Difesa del Cane.

Non saremo sicuramente noi a negare l’impegno dell’Acif per fare crescere la sensibilità animalista attraverso corsi nelle scuole. Va però detto che questo impegno non nasce dall’iniziativa delle “volontarie” ma che è promosso e sostenuto dalla Regione con adeguati finanziamenti.

Inoltre, se non abbiamo dubbi quanto alla qualità del trattamento che i cani ricevono a Villa Martelli, le “volontarie” dell’Acif, così attente alle regole, ci devono spiegare come mai nel canile che gestiscono per conto del Comune di Lanciano sono ospitati più di 350 cani, ma solo un centinaio di questi risultano microchippati, e come mai, nonostante il passaggio per Fallo, a Villa Martelli ci sono cagne non sterilizzate, e perché le adozioni non assommano che a una decina l’anno.

Non basta dire a parole che non si vuole la polemica. Non basta dire a parole che si cerca collaborazione. Non basta dire a parole che si rispettano le regole bisogna che fatti e documenti lo provino.

 

LEGA NAZIONALE PER LA DIFESA DEL CANE

- Sezione di Lanciano -

Il Commissario Straordinario

Adele Saltarella

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Presidenza Nazionale

Via Catalani, 73

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Sezione di Lanciano

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- Al Sig. SINDACO
Comune di
LANCIANO

- All’Assessorato alle Politiche Ambientali
Eugenio Caporrella
del Comune di
LANCIANO

 Spett.le

- “AGENZIE DI STAMPA”
PESCARA

- “AGI REGIONALE”
L’AQUILA

 - “IL CENTRO” Redazione Lanciano-Vasto
LANCIANO

- “IL MESSAGGERO” Redazione Lanciano-Vasto
LANCIANO

- “IL TEMPO” Redazione Lanciano-Vasto
LANCIANO

- “IL GIORNALE DELLA FRENTANIA”
LANCIANO

 Spett.le

- “ABRUZZO OGGI”
LANCIANO

- “LA CRONACA LOCALE”
CHIETI

- “TELEMAX”
LANCIANO

- “ANTENNA 10”
LANCIANO

- “LANCIANO.IT”
LANCIANO

 

 Lanciano, lì  31 agosto 2006

 Nelle vicinanze del canile-rifugio del Comune di Lanciano in località Villa Martelli ci è stata spesso segnalata la presenza di piccoli branchi di cani che in quell'area incolta e boscosa trovano rifugio. I cani,  spesso cuccioli, sono visibili a chiunque transiti per la strada che collega Villa Martelli a Villa Scorciosa, che è anche l'unica strada percorribile per raggiungere il canile comunale. Più di una volta siamo intervenuti: accollandoci la responsabilità di cuccioli che siamo riusciti a far adottare o facendo sterilizzare alcune femmine; alcune volte abbiamo ottenuto la documentazione del Comune per permettere l'accesso dei cuccioli direttamente nel rifugio, incontrando sempre la resistenza del gestore del canile. Ci sorprende come gli operatori che quotidianamente percorrono quella strada e prestano la loro opera al canile non abbiano in alcuna circostanza ritenuto di dover intervenire. Lamentiamo questa indifferenza non sul piano emotivo anche se da parte di un'associazione animalista ci aspetteremmo maggiore sensibilità, ma sul piano, ben più obbiettivo, della gestione del randagismo sul territorio. Se è vero, infatti, che il problema dei cani vaganti non può essere affrontato con la sola reclusione degli stessi in canile ma, invece, riducendo il numero dei nati, perché non segnalare la presenza di quelli che sono sotto gli occhi di tutti richiedendo sterilizzazione e reimmissione? Perché non raccogliere i cuccioli e darli in adozione? E, infine, perché non provvedere alla prime cure di cui hanno bisogno?

 L'ultimo caso. La scorsa settimana ci sono stati segnalati alcuni cani gravemente denutriti vaganti in prossimità del canile. (foto 1) A seguito del sopralluogo abbiamo individuato sedici cani di cui sei cuccioli. Il 19 luglio, come di prassi, abbiamo inoltrato al Comune la richiesta di accalappiamento (allegato 1) affinché i cani potessero venire curati e con l’obbiettivo di fare reimmettere sul territorio le femmine sterilizzate, e dare in adozione i cuccioli. Nell’arco di dieci giorni abbiamo avuto la risposta favorevole del Comune e l’autorizzazione del medico veterinario sanitario a fare entrare i cuccioli direttamente al rifugio senza il trasferimento a Fallo.(allegato 2) La  USL ha inviato sul posto l'accalappiacani, il 23 agosto ma è stato possibile prendere un solo cucciolo (foto 2) dei due sopravvissuti durante questo mese, che è stato consegnato dall'accalappiacani direttamente ai responsabili del canile-rifugio. Normalmente, infatti, i cani accalappiati nel territorio di Lanciano vengono portati al canile sanitario che si trova a Fallo, per essere sottoposti ad osservazione sanitaria e alle vaccinazioni prima di essere affidati al canile-rifugio comunale di Villa Martelli. In alcuni casi più delicati, però, come in presenza di cuccioli orfani il veterinario USL autorizza l'ingresso diretto al canile-rifugio per ridurre il rischio di morte dei piccoli che al canile di Fallo non ricevono l'attenzione di cui necessitano. Infatti la mortalità dei cuccioli al canile sanitario è uno dei capitoli neri del servizio veterinario pubblico che mariterebbe di essere finalmente affrontato assieme a quello della mancanza del servizio di emergenza e a quello della carenza di strumenti diagnostici e terapeutici adeguati a garantire il diritto alla salute degli animali.

Il giorno successivo siamo tornati sul posto nella speranza di recuperare anche l’ altro cucciolo anche lui in condizioni preoccupanti (foto 3) ma il ricovero presso il canile-rifugio ci è stato rifiutato dagli operatori del canile perché, ci è stato detto,"il cucciolo non è vaccinato". È noto a tutti coloro che hanno un minimo di dimestichezza con gli animali che in presenza di denutrizione e grave infestazione da rogna, evidente nel caso di questo cucciolo, non si può procedere alla vaccinazione. (allegato 3) Si è trattato dunque di un gesto di ostilità che ricade interamente sul destino di un ignaro animale e, purtroppo, non è questa la prima volta che ci troviamo di fronte a questo braccio di ferro. Ma la questione non è banale. Infatti il canile è proprietà del Comune di Lanciano che ne garantisce il funzionamento sul piano economico mettendo annualmente in bilancio le spese per il mantenimento dei cani, per la manutenzione ordinaria e straordinaria e per il salario delle persone che al canile lavorano. La gestione del canile Comunale è affidata a un'associazione animalista, ma è il Comune che si accolla l'onere del mantenimento dei cani e nel momento in cui autorizza l'ingresso di un nuovo ospite rende disponibile una nuova quota per il suo mantenimento. Quale autorità ha quindi il gestore del canile per rifiutare un nuovo ingresso autorizzato dal Comune e che ha, anche l'approvazione del medico sanitario?

Ignorare la presenza di animali vaganti ha come conseguenza quella di aggravare la situazione randagismo nel nostro Comune. A otto mesi d'età un cane è già in grado di riprodursi e le cucciolate sono numerose, da sette a tredici cuccioli ogni volta. Ogni cagna va in calore almeno due volte per anno. Il calore delle cagne richiama i maschi e spesso si tratta di cani di proprietà, molti dei quali senza identificazione (microchip). I maschi si accodano alla femmina formando branchi di varie dimensioni che portano all'accalappiamento. Accalappiamento che comporta non solo la reclusione a vita per i poveri animali, che non essendo identificati non possono essere restituiti al proprietario, ma anche un aggravio di spesa per la collettività su cui ricade l'onere di mantenerli in canile. Intervenire con la sterilizzazione sulle femmine vaganti, togliere dalla strada i cuccioli dandoli in adozione e incentivandone la sterilizzazione in età feconda è l'unico modo per ridurre efficacemente il numero dei cani randagi e di quelli rinchiusi nei canili, il cui costo di mantenimento grava su tutti noi. Ci sorprende che questo non risulti evidente all'Amministrazione comunale di Lanciano che, nonostante le numerose segnalazioni, non vigila adeguatamente sulla gestione del canile municipale; gestione che, non solo, rifiuta l'ingresso di cuccioli in difficoltà ma non segnala la presenza di femmine vaganti da sterilizzare nemmeno quando si trovano davanti al cancello e che non promuove nessuna iniziativa di monitoraggio sul territorio. Non è un caso, infatti che le segnalazioni di cani vaganti arrivino a noi più che al gestore del canile che pure è, come noi, un'associazione animalista. Non è un caso che il numero di adozioni, documentato da regolare iscrizione all'anagrafe canina, che noi riusciamo a fare ogni anno e infinitamente superiore a quello del canile che pure per norma dovrebbe promuoverle.

Riteniamo che questa situazione debba essere portata a conoscenza dei cittadini e che l'Amministrazione comunale debba, nell'interresse della collettività, assumersi finalmente il compito di stabilire delle linee guida che regolino e garantiscano il buon funzionamento del servizio preposto al controllo dei randagi. Il gestore del canile-rifugio svolge un servizio pubblico. Privati cittadini, liberi o associati, che si attivano con il fine di tutelare gli animali vaganti e di promuovere e sostenere quelle iniziative che vanno nella direzione di affrontare il fenomeno dei cani randagi ricorrendo agli strumenti legali e amministrativi disponibili, devono potere esercitare i propri diritti.  

LEGA NAZIONALE PER LA DIFESA DEL CANE

- Sezione di Lanciano -

Il Commissario Straordinario

Adele Saltarella

 

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04/09/2006
Canile, la risposta dell'Acif
«Rispettiamo leggi e convenzione: inutili le polemiche tra associazioni»

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LANCIANO. Nessun cane rifiutato, impegno contro il randagismo che nessuno può mettere in discussione, e pieno rispetto della convenzione con il Comune per la gestione del rifugio di Villa Martelli: l'Associazione cinofila frentana (Acif) quell'esposto della Lega nazionale per la difesa del cane (leggi l'articolo) non l'ha proprio mandato giù, a partire del presunto rifiuto di un animale, citato nel documento inviato al sindaco Filippo Paolini e all'assessore alle Politiche ambientali Eugenio Caporrella.

 

«Un cane per entrare nel rifugio deve essere accompagnato da un'ordinanza del sindaco, che ne dispone il ricovero dopo il passaggio nel canile di Fallo, dove viene sterilizzato, certificato e gli viene applicato il microchip», spiegano quasi come un fiume in piena le ragazze dell'Acif, «in questo caso particolare non c'era la documentazione richiesta, ma di fatto era un privato cittadino che si è presentato al canile con un animale». La convensione dell'Acif con il Comune prevede infatti che ogni animale entri solo con questa sorta di "bolla d'accompagnamento" sottoscritta da sindaco e Asl.


Nelle due immagini il canile di Lanciano
disegnato in un fumetto realizzato dall'Acif

 

«Proprio perché è il municipio a pagare una quota per ogni cane che si trova nel canile, non possiamo farli entrare senza l'autorizzazione di chi provvede al sostentamento». La cifra prevista per il rifiugio di Villa Martelli dal Comune è di 93 centesimi al giorno per ogni animale. Da qui devono uscire sostentamento per l'animale, spese sanitarie e manutenzione ordinaria della struttura.

Una somma che spesso non basta a tutte le necessità del rifugio, tanto che a volte vengono promosse iniziative per raccogliere fondi. «In molti casi, per la manutenzione straordinaria, facciamo ricorso ai fondi dell'associazione», dicono le ragazze dell'Acif, «per evitare i tempi lunghi dell'intervento del Comune quando ci sono delle urgenze».

«Non è nostra intenzione fare polemiche», ripetono le volontarie dell'Acif, che gestiscono da dodici anni il canile che nel 2003 si è trasferito da Re di Coppe a Villa Martelli, «però questa polemica è stata quanto meno inopportuna, visto che tra associazioni animaliste sarebbe piuttosto auspicabile una collaborazione: sembra una "guerra tra poveri" che non giova certo ai cani che devono essere aiutati».

 

«Tra l'altro, abbiamo sempre avuto un ottimo rapporto con altri gruppi che operano nel nostro stesso settore, e tra questi anche con la Lega per la difesa del cane, sia a livello nazionale sia con le sezioni di altre città», sottolinea l'Acif, «per questo non vogliamo polemizzare, come del resto non abbiamo l'abitudine di pubblicizzare in maniera eclatante il nostro lavoro, che non è solo quello del canile, ma anche fare informazione nelle scuole (leggi l'articolo) o intervenire direttamente nel territorio».

 

«Il nostro impegno contro il randagismo non lo contiamo con l'anagrafe canina, ma lo mettiamo in atto anche raccogliendo cuccioli, come spesso accade, per poi sterilizzarli a nostre spese e cercando l'affidamento senza passare per il canile. Ad esempio, per invitare ad adottare le cagnette», continuano le volontarie, «ci impegnamo a sterilizzarle noi entro un anno dall'affidamento, visto che per loro è più difficile trovare un padrone rispetto ai maschi, e diamo un cane in adozione solo se siamo certe che troverà la giusta accoglienza e non verrà subito abbandonato di nuovo».

«La convenzione con il municipio è sempre stata rispettata, così come tutte le regole etiche e formali del nostro lavoro», ribadiscono ancora le ragazze dell'Acif, «basti pensare che, quando abbiamo ricevuto controlli da parte dei Nas, dei Noe o della Asl, se ne sempre andati facendoci i complimenti».

 

 

I soci e i simpatizzanti della sezione di Lanciano della Lega per la Difesa del Cane rispondono al signor Gianfranco Majo.

 

Egregio signor Majo,

Non siamo dolenti. Siamo sconcertati per la decisione presa dalla presidenza nazionale della Lega di sostituire il commissario della nostra sezione di Lanciano, e siamo disgustati per il modo con cui questo è avvenuto.

Non solo è una falsità che lo statuto…"impone…di passare la mano ad altri" ma è ancora meno vero che lo statuto indichi le modalità seguite dalla presidenza, come lecite. L'articolo 9, che regola le sostituzioni o le sospensioni di dirigenti e iscritti all'associazione, specifica che è dovere della presidenza comunicare i motivi che hanno promosso un'azione disciplinare anche perché è prevista, democraticamente, la contestazione. A tutt' oggi, però, ignoriamo i motivi di questa decisione che, come Lei stesso dichiara, è stata presa"…viste le numerose e anonime segnalazioni citate…". A Lei sembra, dunque, del tutto legittimo e normale dare seguito alle segnalazioni anonime, e assolutamente ragionevole non chiedere un chiarimento alla persona, oggetto delle stesse, prima di prendere un qualunque provvedimento. A quale cultura morale e educazione civile, si ispira

quando argomenta così?

Lei sostiene anche che "alcuno era tenuto a fornire spiegazioni, più o meno pubbliche di un simile affronto, (la sospensione del commissario) perché di affronto non si tratta affatto."

Quello che abbiamo subito non è un "affronto". Questo termine fa parte del bagaglio verbale di quei tanti meschini individui che, come Lei dice bene ma a sproposito, non capiscono che in un'associazione"…non si lavora per se stessi, ma per una causa condivisa." Quello che abbiamo subito è, bensì, un abuso. In ogni modo, vorremmo che ci spiegasse perché lo statuto, e ci permetta di dire la civiltà, si possono ignorare quando si tratta di comunicare agli interessati le motivazioni di un provvedimento preso nei loro confronti, mentre si ritiene doveroso informare ufficialmente, e questo lo statuto non lo contempla, un assessore del Comune che tale provvedimento è stato preso. Ma noi la spiegazione la conosciamo e la conosce anche Lei, che in un altro passo del suo intervento fa riferimento alle altre associazioni che "…con costante impegno, da molti anni lavorano duro e di comune accordo a Lanciano." Lei, forse, quello che abbiamo fatto noi (e senza sovvenzioni) non lo sa e, poiché non si è peritato di saperlo, glielo riassumiamo noi. 70 adozioni definitive nell'arco di poco più di un anno, registrate alla USL e sulle quali vigiliamo personalmente, 30 sterilizzazioni, iniziative sul territorio in collaborazione con USL e Comune. Le sembra che con i nostri risultati concreti abbiamo leso il nome della Lega, lo abbiamo "usato" come dice Lei, abbiamo disatteso "il bagaglio di correttezza e competenza" di cui il suo intervento dovrebbe dare la misura? In quale occasione, poi, non avremmo rispettato le regole? Lei aggiunge anche che, chi ricorda "…le condizioni in cui vivevano i cani nel canile di Lanciano, e non avrà la minima difficoltà a comprendere, da solo, se sia stato fatto o meno un buon lavoro sinora." È chiaro il riferimento a una specifica associazione: quella che gestisce il canile comunale di Lanciano. Alcuni di noi hanno aderito in passato a codesta associazione, e alcuno ha messo in dubbio l'impegno per tenere pulito e rendere accogliente il canile. Il punto è un altro ed è importante. Riempire i canili non è per niente un buon modo, a nostro avviso, di servire la causa animalista e in questi anni di attività il gestore del canile di Lanciano non ha saputo proporre alternative che favorissero le adozioni, arrivando a avere più cani di quanti potrebbe accogliere. Questo lo abbiamo fatto presente perché il canile è pubblico e come tale finanziato interamente dal Comune. Lo stesso Comune intende ridefinire, con un nuovo appalto, i criteri per la gestione dei randagi, e sollecita un impegno più efficace e meno oneroso. Noi abbiamo, però, anche denunciato il rifiuto del gestore di accogliere un cucciolo in difficoltà, infrangendo un tabù: pena l'ostracismo, è vietato dissentire su una decisione presa arbitrariamente dall'associazione cui è affidata la gestione del canile. Manifestare dissenso o proporre un diverso approccio è "inaccettabile". Lei sostiene, infatti, nel terzo paragrafo del suo intervento che, se coloro i quali dirigono e"…sono tenuti a un ruolo di controllo, ritengono che l'associazione debba avere una conduzione differente e le regole precostituite lo prevedono, non comprendo il disaccordo, bensì lo ritengo inaccettabile."? Più che di una libera e democratica associazione sembra la descrizione di una società segreta, in cui ci si assoggetta al volere del capo/tiranno. Le società segrete, però, non sono ammesse dalla costituzione e non possono ricevere finanziamenti pubblici ne' carpire, sotto mentite spoglie, la fiducia di ignari aderenti. E, comunque, noi non ne facciamo parte. Non apparteniamo alla combriccola di diffamatori anonimi che tanto credito ha trovato tra le associazioni con cui Lei si dichiara così "grato" di aver collaborato.

Le inesattezze e le illazioni contenute nel Suo intervento ci spingono a sollecitare la signora Saltarella a sporgere querela per diffamazione nei Suoi confronti. Non ha fondamento, infatti, la Sua affermazione secondo la quale la signora Saltarella intenda servirsi della Lega per la Difesa del Cane o utilizzarne il "nome" per "lanciare" un'altra associazione. Ne' è tollerabile che Lei, dichiarando Suo compito"capire se qui sia davvero esistita, nei fatti, una nostra (della Lega) sezione"   metta in dubbio l'impegno, la dedizione e la correttezza con cui tutti noi abbiamo operato, e i risultati ottenuti e documentati.

In fine non si scomodi a verificare "cosa ne resti" della sezione di Lanciano. La sezione non esiste più. Abbiamo restituito le tessere per protesta. Il nostro impegno per la correttezza nell'operare, per il rispetto delle regole, per la difesa dei diritti e per la tutela degli animali, però continua. Siamo sicuri del sostegno di chi ci conosce, di chi ci ha visto attivi nelle piazze di Lanciano con le nostre iniziative, e di chi sa che non serviamo, nè perseguiamo, interessi personali.

 

                                                                                                     Lanciano,  10 febbraio ’07.-

Firme

 

 

Da lanciano.it

Al presidente nazionale della Lega per la Difesa del Cane - Laura Rossi

 Cara Laura

Desidero farti avere un resoconto dell'attività svolta dalla sezione di Lanciano da me coordinata/presieduta in qualità di commissario straordinario dal giugno 2005 a oggi.

Ritengo questo resoconto tanto più necessario in considerazione del fatto che da alcuni mesi si susseguono iniziative tese a screditare l'attività della mia sezione. Infatti da Piera Rosati prima e da Monica, della segreteria nazionale poi, ho appreso di innumerevoli telefonate, articoli e documenti inviati a mia insaputa per "informare" la direzione nazionale sul mio operato. So che informazioni sul mio conto sono venute anche da persone a me totalmente sconosciute che non comprendo, quindi, a che titolo e con quale fondamento abbiano ritenuto di poter esporre opinioni su di me. Oggi mi è giunta via fax la “notifica di sfratto” con la quale vengo destituita dal mio ruolo di commissario straordinario per la sezione di Lanciano della Lega. Ho atteso una tua richiesta di abboccamento per un chiarimento diretto che però non è arrivata, nonostante le mie numerose telefonate e richieste di poterti parlare. Constato dunque che non è tuo interesse, né ritieni sia tuo dovere, verificare i fatti prima di intraprendere iniziative così drastiche. Me ne rammarico perché ritengo che dare seguito a voci diffamatorie, rifiutando il confronto sia un comportamento vergognoso e tanto più esecrabile se messo in atto da un dirigente nazionale. Ti fornisco quindi gli elementi concreti per permetterti di giudicare se il mio lavoro di questi mesi sia in conflitto con gli obbiettivi, le finalità e l'etica dell'associazione che non posso esimermi dal constatare è, come altre, più interessata alle alleanze personali che alla tutela dei cani.

Io mi occupo di cani da sempre. La mia non è una passione improvvisa né un settore di interesse specifico finalisticamente utilizzato per raggiungere visibilità personale o per gestire piccole e meschine fette di potere. Io faccio il mio lavoro a testa bassa, determinata a raggiungere un solo obbiettivo: il benessere dei cani. E questo obbiettivo lo raggiungo da cittadino consapevole coinvolgendo USL e Comune, rispettando le competenze e richiamando ciascuno alle proprie responsabilità. Vigilo sulle adozioni, che seguo personalmente e continuativamente. Provvedo alle sterilizzazioni e alle cure di cuccioli abbandonati o cani sofferenti.Promuovo iniziative pubbliche: applicazione di microchip, e incontri dimostrazione per far conoscere la natura dei cani. Tutto quello che un'associazione che difende i diritti degli animali dovrebbe fare e tutto con i fondi che mi procuro da sola. Perché alla mia sezione non sono mai arrivati finanziamenti. Persino l'Associazione Cinofila Frentana che, in fondo rappresenta una realtà locale, ha beneficiato dei fondi pubblici regionali nell’assegnazione dei quali mi sembra che il presidente degli Animalisti Italiani recentemente lanciato sulla scena politica regionale abbia un ruolo importante. Piera Rosati il referente locale per la nostra associazione, non solo non ha ritenuto opportuno inserire la mia sezione tra gli assegnatari dei fondi ma mi ha personalmente sollecitato a non partecipare a iniziative e bandi pubblici inerenti la gestione del canile o altre attività connesse con il fenomeno dei cani vaganti e ad astenermi da eventuali collaborazioni con altre associazioni sul territorio. Immagino che di questo tu sia a conoscenza visto che proprio dalla sede nazionale sono arrivate pressioni all'assessore Caporrella del Comune di Lanciano affinché mi escluda da gare e iniziative pubbliche. Proprio dalla Lega dunque sono partite, e a mia insaputa, iniziative diffamatorie basate su alleanze poco limpide alimentate da interessi personali (e i cani?). Ma quello che non mi spiego è l'accanimento. L'agonismo di questa nutrita e autorevole cordata che si è costituita per far barriera alla mia attività è francamente stupefacente. Ciò che io riesco a fare con l'aiuto di poche generosissime altre persone ha messo in crisi il sistema? E di che sistema si tratta visto che non conosce che la pressione mafiosa e la diffamazione come strumento di confronto? Io opero con totale trasparenza e la esigo dagli altri. E' forse questo che infastidisce tanto e tanti? Ciò che faccio è concreto e ha un impatto pratico tangibile. Perché non va bene?

Attendo una tua improcrastinabile risposta e l’assunzione di responsabilità nei confronti dei soci della sezione.

Cordiali saluti.

 Lanciano, lì 10 gennaio ’07.-                                                                                                                      Adele Saltarella

 

LETTERA APERTA A TUTTI GLI ISCRITTI

 

Mi sento in dovere, sollecitata dagli iscritti alla sezione di Lanciano della Lega Nazionale per la Difesa del Cane, di informare tutti gli aderenti all'associazione sulle vicende di cui sono oggetto.

 

Un anno e mezzo fa assieme ad altri volontari abbiamo riunito i nostri sforzi individuali, che da anni ci vedono impegnati a tutela degli animali e dei cani in particolare, e siamo confluiti nella Lega chiedendo e ottenendo di poter avviare una sezione locale sotto la guida di un commissario straordinario. Mi sono recata a Milano dove ho incontrato Laura Rossi che mi ha nominato commissario.

In questo periodo abbiamo ottenuto risultati tangibili: l'affidamento definitivo e vigilato, con iscrizione all'anagrafe, di 70 cani; la sterilizzazione di 30 femmine; l'organizzazione di numerose manifestazioni e vari interventi sul territorio in collaborazione con USL e Comune. Una lista completa è disponibile per la consultazione.

Ci siamo inventati i modi più diversi per raccogliere i fondi necessari, organizzando mercatini e banchetti. Abbiamo raggiunto il numero di trenta iscritti paganti. Nessun contributo economico pubblico, ma molta collaborazione con enti e istituzioni per trovare accordi che favoriscano azioni concordate a tutela degli animali. Eppure la direzione nazionale senza preavviso, ne'spiegazioni, mi ha estromesso dall'incarico di commissario, prima notificandolo via fax poi inviando copia del fax per raccomandata. Senza, quindi, rendere note le motivazioni che giustifichino tale iniziativa. A questo proposito vi invito a leggere le disposizioni sancite dall'articolo 9 dello statuto che si riferisce alle azioni disciplinari e che stabilisce le procedure da seguire in tali casi. Senza motivazioni mi si priva del diritto di contestare la decisione presa dal Presidente e di replicare in maniera circostanziata come lo statuto prevede. In oltre, come lo stesso commissario straordinario Majo, nominato a sostituirmi dichiara in un suo intervento sul sito www.lanciano.it, la decisione di estromettermi è stata presa"…viste le numerose e anonime segnalazioni …".

Vi sembra accettabile? Quali diritti e di chi, possono essere tutelati da un'associazione che fonda il suo rapporto con gli iscritti sulle segnalazioni anonime. Nessuno, infatti, ha preso contatto con noi per conoscere direttamente il nostro operato, anzi la signora Rossi si é ripetutamente fatta negare quando abbiamo cercato di metterci in contatto con lei. Un'associazione che non ottempera nemmeno alle regole che si è data nello statuto, che non usa civiltà nell'iterazione con i propri iscritti, che non ha rispetto delle persone, è un'associazione di parte, asservita e, essa stessa, strumento di interessi personali. Noi non possiamo escludere, infatti, che la motivazione di questa azione di forza risieda nel fatto che abbiamo presentato la domanda per partecipare con un nostro progetto alla gara per la gestione in convenzione del canile comunale di Lanciano. Il canile è gestito da più di dieci anni da un'associazione locale, l'ACIF, che ha avuto l'indubbio merito di rendere il canile più decoroso e accogliente e che si è anche proposta per molto tempo come riferimento per l'animalismo lancianese. D'altro canto l'ACIF, che per gestire il canile riceve dal comune con un contributo di 130.000 euro l'anno, ha anche assunto un controllo esclusivo della struttura. Questo ha portato a documentate incongruenze nella amministrazione del canile: non tutti gli ingressi sono registrati ne'tutte le adozioni formalizzate. Molte femmine non sono sterilizzate. Nonostante esista un accordo tra gestore e dirigente del servizio sanitario per permettere l'ingresso diretto dei cuccioli in canile per ridurre i rischi derivanti dal transito nel canile sanitario, inadeguato ad accoglierli, gli animali sono, invece, accettati a discrezione del gestore. Queste incongruenze sono state da noi evidenziate in occasione del rifiuto, da parte dell'ACIF, di accogliere un cucciolo in difficoltà e ammalato che ha vagato per giorni davanti all'ingresso del canile. Si è aperta così la vertenza canile perché il comune è intenzionato a rivedere i termini della convenzione e si è scatenata una tempesta di prese di posizione da parte di persone, a noi del tutto ignote, che si sono sentite in dovere a nome di LAV, Animalisti Italiani, WWF e altre associazioni, di prevenire il rischio che l'ACIF perda il suo monopolio sul canile, diffamandoci.

Gli iscritti alla sezione hanno restituito le tessere per protesta con una lettera che ha raccolto più di 70 firme. Noi abbiamo costituito una nuova associazione che si chiama quattrozampelanciano.it, perché non temiamo, ne'tolleriamo, intimidazioni e perché sappiamo, dai riscontri avuti, che il nostro lavoro è prezioso per la città e utile per i cani.

 

A voi tutti chiedo di informarvi sulla vicenda e prendere una posizione. La Lega come tutte le associazioni, è un'organismo democratico i cui vertici sono eletti dall'assemblea e all'assemblea devono rendere conto delle proprie azioni. In oltre scopo principale di un'associazione protezionista é la difesa e la tutela degli animali. Non è tollerabile che, invece, le posizioni direttive servano a qualcuno per perseguire interessi personali e clientelari senza alcuna considerazione per l'attività svolta dai volontari a favore degli animali.

Vi chiedo di commentare questa vicenda nell'interesse della salute stessa e della credibilità di un'associazione che esiste anche per l'impegno di tanti corretti e onesti volontari.

Sono a disposizione per ogni chiarimento:

 

Adele Saltarella

Cell 3388859633

0872 714960

www.quattrozampelanciano.it

 

           

 

Lettera denuncia per il rifiuto del gestore del canile di Lanciano di accogliere due cuccioli affetti da rogna nati in un branco vagante nei pressi del canile

Risposta ACiF (Gestore canile)
Risposta all'ACiF
Sostituzione Commissario Straordinario della Lega Nazionale per la Difesa del Cane - Sezione di Lanciano
Lettera al Presidente Nazionale della Lega Nazionale per la Difesa del Cane
Lettera al Collegio dei Probiviri della Lega Nazionale per la Difesa del Cane
Lettera aperta a tutti gli iscritti della Lega Nazionale per la Difesa del Cane
Comunicato stampa apertura nuova Associazione "quattrozampelanciano.it"
Risposta del nuovo Commissario Straordinario della Lega Nazionale per la Difesa del Cane - Sezione di Lanciano
Risposta dei soci della ex Sezione di Lanciano della Lega Nazionale per la Difesa del Cane
Ritiro del progetto dell'Associazione "quattrozampelanciano.it" per l'assegnazione della gestione del canile municipale
Lettera alla Giunta Regionale, Difensore Civico, Signor Sindaco e all'Assessorato Politiche Ambientali per le irregolarità dell'associazione che gestisce il canile (ACiF)
Risposta della Giunta Regionale sulle irregolarità dell'associazione che gestisce il canile (ACiF)
Segnalazione cane randagio malato

 

 

 

 

 

 

 

 

NUOVO DISCIPLINARE PER L'ISCRIZIONE ALL'ALBO REGIONALE DELLE

ASSOCIAZIONI PROTEZIONISTICHE.